Antonio Angelino ha demolito ogni pronostico: con un plebiscito da 78,33% è il nuovo sindaco di Caivano, riportando il Comune nelle mani di un’amministrazione eletta dopo un lungo periodo di commissariamento. Una vittoria simbolica, che segna una rottura netta con le vecchie logiche e promette un “nuovo corso” all’insegna della legalità, dell’inclusione e del riscatto sociale.
Una città al voto dopo lo scioglimento per mafia
Il Comune di Caivano era stato commissariato per infiltrazioni mafiose: la triade straordinaria guidata dal prefetto Filippo Dispenza aveva il compito di risanare l’ente, dopo che il consiglio comunale era stato sciolto per gravi sospetti. La proroga dell’incarico dei commissari prefettizi fino a ottobre 2025 ha preparato il terreno per queste elezioni, viste come un momento cruciale di rinascita.
Chi è Antonio Angelino: giovane, preparato… e ambizioso
Trentasette anni, funzionario della Città Metropolitana di Napoli, Angelino è dotato di un curriculum brillante: è dottore di ricerca in Scienza Politica presso l’Università Federico II di Napoli, ha un Master di II livello in Amministrazione e Governo del Territorio dalla LUISS e lavora anche come cultore della materia in Pedagogia della politica. È sposato con Silvia, dirigente medico oncologa, e ha due figli.
Alle elezioni era sostenuto da una coalizione civica molto ampia: quattro liste civiche (Caivano Conta, Caivano 2.0, Caivano Unita, Bene Comune) più Azione.
Questo raggruppamento ha voluto proporre un’alternativa “pulita” e diversa dalla politica tradizionale, su tema di legalità, partecipazione democratica e solidarietà.
Flop per il centrodestra e il “campo largo” del centrosinistra
I suoi avversari politici sono stati travolti:
- Rosaria Peluso, sostenuta da Forza Italia e altre civiche, ha raccolto solo il 10,27%.
- Giovanni Vitale, espressione del “campo largo” Pd–M5S–Alleanza Verdi e Sinistra, si è fermato all’11,40%.
Una delle curiosità: Fratelli d’Italia non ha presentato il proprio simbolo a Caivano. La decisione è significativa, perché il centrodestra aveva provato a proporre proprio su Caivano una sorta di “modello” politico nazionale forte, ma la mancata candidatura di FdI con il proprio simbolo dimostra che quelle strategie non hanno attecchito localmente. Nel frattempo, il centrosinistra non è riuscito a tradurre il suo “campo largo” in una vittoria: la coalizione di Angelino, civica e moderata, ha surclassato entrambi gli schieramenti tradizionali.
La reazione della Chiesa: don Patriciello lancia lo sprone
Non è passata inosservata la benedizione di don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde a Caivano: ha invitato Angelino a ispirarsi al venerabile Giorgio La Pira, storico sindaco di Firenze noto per il suo impegno per la giustizia sociale.
Un richiamo forte che sottolinea quanto la nuova amministrazione debba legarsi a valori morali, etici e comunitari, non solo gestionali.
Sfide enormi all’orizzonte
Ora, Angelino dovrà dimostrare che le promesse di “ripulire” Caivano non restino slogan elettorali:
- la legalità sarà al centro del suo mandato?
- riuscirà a tenere insieme le forze civiche così diverse?
- come affronterà i problemi sociali, infrastrutturali e di sviluppo economico della città?
In più, dovrà lavorare su un fronte molto delicato: liberare Caivano da un’immagine segnata da inchieste e infiltrazioni, ricostruire fiducia nelle istituzioni e garantire che il commissariamento non sia solo una ferita da rimarginare, ma una spinta reale verso il cambiamento.
